calculus

Integrale improprio

Un integrale improprio ha un estremo di integrazione infinito oppure un integrando illimitato in qualche punto dell'intervallo. Si valuta come limite di integrali propri.

Un integrale improprio ha almeno una delle seguenti caratteristiche:

  1. Estremo infinito: af(x)dx\int_a^\infty f(x) \, dx o f(x)dx\int_{-\infty}^\infty f(x) \, dx.
  2. Integrando illimitato in qualche punto di [a,b][a, b] (asintoto verticale).

Entrambi si valutano come limiti di integrali propri:

af(x)dx=limbabf(x)dx\int_a^\infty f(x) \, dx = \lim_{b \to \infty} \int_a^b f(x) \, dx

Se il limite è finito, l'integrale converge; altrimenti diverge.

Esempi celebri:

  • 11x2dx=1\int_1^\infty \frac{1}{x^2} dx = 1
  • 11xdx=\int_1^\infty \frac{1}{x} dx = \infty ✗ (un decadimento più lento diverge)
  • ex2dx=π\int_{-\infty}^\infty e^{-x^2} dx = \sqrt{\pi} — integrale di Gauss.

I criteri di convergenza (confronto, criterio p) decidono se valga la pena integrare. Gli integrali impropri compaiono in probabilità (normalizzazione della densità di probabilità), nelle trasformate di Fourier e in fisica.